Cosa significa vestirsi di nero?

Cosa significa vestirsi di nero?


Quando troverò un colore più scuro del nero, lo indosserò. 
Ma fino a quel momento, io mi vestirò di nero! 
(Coco Chanel)

Alzi la mano chi, in preda alla solita crisi da guardaroba caotico, multicolor ed apparentemente ingestibile, finisce con l’affidarsi al solito, caro e vecchio nero, il colore tuttofare che sembra poter risolvere ogni défaillance di moda, nascondere i chili di troppo, modellare magicamente la silhouette e garantire l’abbinamento perfetto in ogni momento. Il colore nero, nel guardaroba femminile come in quello maschile, rappresenta per molti un’ancora di salvezza, un trend intramontabile e, talvolta, un vero e proprio culto, segno distintivo del proprio stile e della propria personalità. Di giorno, capi ed accessori in nero assicurano outfit perfetti perché, si sa, “il nero sta bene con tutto”, mentre di sera il celebre little black dress, l’abito nero da cocktail, rappresenta l’innegabile garanzia di eleganza, perché “il nero è il colore più chic”.

Il colore nero è uno dei più interessanti, per gli studi della Psicologia del Colore, ed è considerato una nuance particolarmente significativa e comunicativa. Una nota indagine commerciale riportata dal quotidiano britannico The Independent ha riscontrato una frequente associazione del colore nero a qualità positive di fascino ed avvenenza: oltre 1000 soggetti sono stati intervistati, dopo essere stati esposti alle fotografie di modelli e modelle che indossavano t-shirt dalle differenti tonalità, indicando il nero come il colore più attraente, segno di intelligenza e di affidabilità. Più della metà delle donne e la metà degli uomini intervistati ha individuato nel nero, più che in tutti gli altri colori presenti nelle fotografie, il colore più attraente nell'abbigliamento dell’altro sesso, oltre a dichiarare di preferirlo per il proprio look in occasione di un primo appuntamento romantico o di un colloquio di lavoro, in quanto tonalità strettamente associata a valori di credibilità, serietà e professionalità.

Il nero non sembra essere accostato esclusivamente a qualità e valori positivi e vitali: secondo la Psicologia del Colore, il nero è spesso associato anche all'oscurità, al mistero, al buio della notte, al caos primordiale ed agli enigmi irrisolvibili dell’inconscio e dell’ignoto. La cultura occidentale, d’altra parte, ha sempre legato il colore nero al lutto, alle tenebre ed alla morte, mentre per la Psicologia il nero è il rappresentante simbolico della mancanza, della sofferenza e dell’angoscia.

Cosa significa vestirsi di nero?

La Psicologia della Moda individua nel nero un intenso valore simbolico di protezione: la scelta di vestirsi di nero può rivelarsi, talvolta, una difesa inconscia dallo stress e dalle emozioni particolarmente intense ed impetuose. il nero, colore dell’ignoto, di ciò che è segreto e nascosto, sembra rappresentare, nell'abbigliamento, una barriera difensiva e di confine tra il proprio mondo interiore e l’ambiente esterno, proteggendo e nascondendo le emozioni più turbolente ed intime, la propria vulnerabilità ed insicurezza, la mancanza di fiducia in sé. Se il bianco rivela ed espone alla luce, il nero, al contrario, nasconde, avvolge e tutela. Se alcuni scelgono il nero per nascondere o camuffare concretamente parti del proprio corpo difficili da accettare, come le rotondità o i chili di troppo, altri sembrano avvalersi del nero per celare, inconsapevolmente, parti interne della propria personalità o del proprio stato d’animo.

Il colore nero sembra associarsi, inoltre, ad un forte senso di appartenenza: nell'ambito del clubbing e degli eventi sociali, infatti, viene spesso adottato un abbigliamento di colore nero per indicare aggregazione ed uguaglianza, oltrepassando la pura questione stilistica ed estetica per rappresentare, come una sorta di simbolica uniforme, l’appartenenza ad un gruppo, un team, una squadra, un preciso clan sociale o politico. Non è un caso se il nero possiede una forte valenza emotiva durante la fase di sviluppo adolescenziale: i teenagers mostrano, infatti, di avvalersi di un abbigliamento in nero per affrontare la transizione dall'infanzia all'età adulta, proprio come se questo colore simboleggiasse la fine e la morte di uno specifico stadio della vita per aprirsi ad una nuova era di maturità, nascondendosi e proteggendosi dal mondo esterno durante la fase di scoperta della propria identità.

Nella Psicologia del Colore, inoltre, il nero rappresenta l’emblema dell’autorità, del potere e del controllo. Un abbigliamento con prevalenza di nero può indicare l'inconsapevole intenzione di ottenere il rispetto e la sottomissione degli altri, ma anche il desiderio di trasmettere sensualità, fascino sofisticato, autocontrollo e raffinatezza: questa accezione è ravvisabile nell'icona del dress code in nero del little black dress e della cravatta nera (black tie) negli eventi sociali d’élite.

Un po' di storia della moda...

E' interessante notare, in proposito, come il valore storico del colore nero nell'abbigliamento abbia, in parte, influenzato il significato psicologico di questa tonalità all'interno del guardaroba: a partire dall'epoca medievale, il nero era il colore riservato a cariche importanti, come medici e magistrati, poiché rappresentava l'autorità morale, mentre era tassativamente vietato agli individui considerati moralmente riprovevoli, come le prostitute, costrette ad indossare abiti dalle tonalità sgargianti, come il rosso, per essere distinte dalla popolazione onesta ed incorrotta. Con la Riforma Protestante, nel XVI secolo, l'abbigliamento in nero simboleggiò l'espiazione del peccato, la sobrietà e la penitenza, e fu riservato alle cariche ecclesiastiche ed all'alta aristocrazia. L'abito aristocratico e borghese in total black si diffuse fino al XIX secolo per indicare austerità ed affidabilità, trasformandosi nella divisa ufficiale di borghesi imprenditori e burocrati, per poi trasformarsi nell'abbigliamento elegante dell'alta società giungendo, fino ai giorni nostri, in quanto icona di stile e signorilità. Il minimale abitino nero introdotto da Coco Chanel negli anni '20 ricalca alla perfezione i valori di eleganza senza tempo e di semplicità chic, riservati alla popolazione femminile del dopoguerra in quanto garanzia di sobrietà e femminilità per le donne di ogni estrazione sociale. L'immagine dell'iconico personaggio di Holly Golightly, interpretata da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, immortalata in contemplazione della vetrina del noto marchio di gioielli nel suo tubino nero, resterà per sempre indimenticabile.


Bibliografia



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1 commento:

  1. Io mi vesto di nero solo per i funerali. :-) E' un colore che non mi è mai piaciuto e in tutto credo di avere neanche dieci capi neri, tra maglie, pantaloni e capispalla. Neanche le scarpe mi piacciono nere. Inoltre, essendo autunno assoluto, mi sta anche male.

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